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Bandi e contributi per il sostegno agli investimenti

I bandi di sostegno agli investimenti finanziano la spesa che un'impresa sostiene per crescere: macchinari e impianti, attrezzature, beni strumentali, opere murarie collegate, software e tecnologie di produzione. Possono accedervi soprattutto le micro, piccole e medie imprese, in diversi casi anche imprese individuali e liberi professionisti, a condizione che l'investimento venga realizzato in un'unità operativa situata nel territorio a cui il bando si riferisce. Per capire se rientri servono tre informazioni sulla tua azienda: la dimensione (micro, piccola, media o grande), il codice ATECO dell'attività e la regione della sede in cui farai l'investimento.

Il sostegno non arriva sempre nella stessa forma. Alcune misure erogano un contributo a fondo perduto, cioè una quota della spesa che non va restituita; altre intervengono con un finanziamento agevolato, una garanzia pubblica sul prestito bancario o un contributo sugli interessi. Molti bandi regionali combinano più strumenti nello stesso pacchetto. La forma dell'agevolazione cambia il modo in cui l'operazione entra in bilancio e i tempi con cui i soldi arrivano, quindi vale la pena guardarla prima ancora dell'importo.

In questa pagina trovi le misure che risultano attualmente aperte nella nostra banca dati, raccolte dalle fonti istituzionali e organizzate per regione. Ogni scheda riporta l'ente che pubblica il bando, la forma dell'agevolazione, i destinatari e la finestra di presentazione delle domande, con il collegamento al testo ufficiale: importi, percentuali di copertura e scadenze si leggono sempre sulla singola scheda, perché variano da bando a bando. Parti dalla tua regione per restringere subito l'elenco a quello che puoi davvero richiedere.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

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Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Chi può accedere ai bandi per il sostegno agli investimenti?

I bandi per il sostegno agli investimenti si rivolgono in prevalenza alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e attive; diverse misure ammettono anche imprese individuali, liberi professionisti con partita IVA e, in alcuni casi, imprese di dimensione maggiore o reti di imprese. La condizione ricorrente è che l'investimento venga realizzato in un'unità operativa collocata nel territorio di riferimento del bando: per una misura regionale conta dove si trova lo stabilimento, non necessariamente dove è la sede legale. Ogni bando definisce poi la propria platea attraverso la dimensione d'impresa, i codici ATECO ammessi e i requisiti di regolarità contributiva e fiscale, quindi la platea effettiva va sempre verificata sul singolo avviso.

Che differenza c'è tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato?

Il contributo a fondo perduto è una somma erogata dall'ente pubblico che copre una quota della spesa ammessa e non deve essere restituita, a condizione che il progetto sia realizzato e rendicontato come previsto. Il finanziamento agevolato è invece un prestito che va restituito, ma a condizioni migliori di quelle di mercato: tasso ridotto o nullo, durata più lunga, talvolta un periodo di preammortamento. Esistono anche forme intermedie, come la garanzia pubblica che copre il rischio della banca sul prestito e il contributo in conto interessi, che abbatte gli interessi di un finanziamento acceso in autonomia. Molti bandi per investimenti combinano più di una forma nello stesso pacchetto di agevolazione.

Quali spese rientrano di solito in un bando per investimenti?

Nei bandi per investimenti le voci di spesa più ricorrenti sono l'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, i beni strumentali a uso produttivo, i programmi informatici e le tecnologie digitali collegate alla produzione, le opere murarie e gli impianti funzionali all'installazione dei beni, e in alcune misure le consulenze tecniche legate al progetto. Restano quasi sempre escluse le spese di gestione ordinaria, l'IVA quando è recuperabile e i beni usati o già ordinati prima della data indicata dal bando. L'unico elenco che fa fede è quello riportato nell'articolo sulle spese ammissibili del singolo avviso: due bandi sullo stesso tema possono ammettere voci diverse.

Come faccio a capire se la mia impresa rientra nei requisiti di un bando?

Il controllo si fa in quattro passaggi, nell'ordine. Primo, la dimensione d'impresa secondo la definizione europea di PMI, che si calcola su dipendenti, fatturato e totale di bilancio tenendo conto anche delle imprese collegate e associate. Secondo, il codice ATECO dell'attività, che deve comparire tra quelli ammessi dal bando ed essere attivo in visura. Terzo, la localizzazione dell'unità produttiva dove sarà realizzato l'investimento, che per i bandi regionali deve trovarsi nel territorio dell'ente. Quarto, i requisiti formali: regolarità contributiva, assenza di procedure concorsuali e rispetto delle regole sugli aiuti di Stato, incluso il massimale de minimis già utilizzato negli esercizi precedenti.

Che differenza c'è tra un bando a sportello e uno a graduatoria?

In un bando a sportello le domande vengono istruite nell'ordine cronologico di arrivo e le risorse si assegnano fino a esaurimento: la rapidità nella presentazione è decisiva, e la misura può chiudere prima della scadenza formale se il plafond finisce. In un bando a graduatoria, invece, tutte le domande presentate entro la finestra vengono valutate insieme e ordinate secondo criteri di punteggio, quindi conta la qualità del progetto più della velocità. Alcuni avvisi adottano una formula mista, con una prima fase di prenotazione dei fondi e una successiva valutazione di merito. La modalità è sempre indicata nel testo del bando ed è l'informazione da leggere per prima, perché determina come organizzare i tempi di preparazione.

Si possono cumulare più agevolazioni sullo stesso investimento?

In molti casi sì, ma con un limite rigido: la stessa spesa non può essere coperta due volte da risorse pubbliche. È quindi frequente combinare strumenti che agiscono su piani diversi, per esempio un'agevolazione sull'acquisto del bene e un beneficio di natura fiscale, oppure un contributo su una voce di spesa e un altro su una voce distinta dello stesso progetto. Ogni bando dedica al tema un articolo specifico, di norma intitolato al cumulo, che indica con quali misure è compatibile e quale intensità massima di aiuto non può essere superata complessivamente. Va inoltre verificato l'impatto sul massimale de minimis, se la misura rientra in quel regime.

Dati aggiornati al 2026-09-26. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.