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142 bandi aperti · 10 regioni

Bandi e incentivi per startup e sviluppo d'impresa

Se stai aprendo un'attività o vuoi far crescere un'impresa già avviata, in Italia esistono centinaia di bandi che coprono una parte dell'investimento: contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso agevolato, garanzie pubbliche e voucher. Possono accedervi imprese individuali, società di persone e di capitali, professionisti con partita IVA e, in diversi casi, anche chi l'impresa non l'ha ancora costituita ma si impegna a farlo entro i termini fissati dal bando. Il requisito che decide quasi sempre l'esito è la combinazione fra sede operativa, dimensione dell'impresa e codice ATECO.

In questa pagina raccogliamo i bandi aperti classificati sotto la finalità «Start up / Sviluppo d'impresa», così come sono pubblicati dagli enti che li emanano: ministeri, regioni, camere di commercio ed enti nazionali. Per ogni misura riportiamo il soggetto concedente, le regioni ammesse, la forma dell'agevolazione, i costi finanziabili e la finestra temporale, con il collegamento alla pagina istituzionale da cui scaricare il testo integrale e la modulistica. Non riscriviamo i bandi: mostriamo quello che l'ente ha pubblicato e, quando un dato non è stato pubblicato, lo lasciamo vuoto invece di stimarlo.

La regola pratica per non perdere tempo è questa: parti dalla tua regione, perché la maggior parte delle risorse è territoriale e i bandi nazionali si sommano a quelli locali; poi verifica se il tuo codice ATECO rientra fra i settori ammessi e se la spesa che hai in mente è fra i costi ammissibili. Importi, percentuali di copertura e scadenze cambiano da misura a misura e da sportello a sportello: prima di preparare la domanda controlla sempre il testo ufficiale, che è l'unico documento che fa fede.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

24 dei 142 bandi aperti

Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato?

Il contributo a fondo perduto è una somma che l'ente eroga all'impresa e che non deve essere restituita, a condizione che l'impresa realizzi il progetto approvato, rendiconti correttamente le spese e mantenga i requisiti per il periodo previsto. Il finanziamento agevolato è invece un prestito che va restituito, ma a condizioni migliori di quelle di mercato: tasso ridotto o pari a zero, durata più lunga, spesso un periodo iniziale di preammortamento. Molti bandi per l'avvio d'impresa combinano le due forme nello stesso provvedimento, coprendo una quota della spesa a fondo perduto e la parte restante con un prestito agevolato. Esistono poi le garanzie pubbliche, che non portano denaro all'impresa ma coprono il rischio della banca e servono a ottenere credito che altrimenti verrebbe negato.

Posso chiedere un bando se non ho ancora aperto la partita IVA?

Spesso sì. Una parte consistente delle misure dedicate all'avvio d'impresa ammette persone fisiche che non hanno ancora costituito l'impresa, con l'obbligo di aprire la partita IVA e di iscriversi al Registro delle imprese entro un termine indicato nel bando, di norma dopo la comunicazione di ammissione e prima dell'erogazione. Altre misure richiedono invece che l'impresa sia già costituita e attiva a una certa data, e in quel caso una domanda presentata da chi non ha ancora la partita IVA è inammissibile. La distinzione è sempre scritta nell'articolo del bando dedicato ai soggetti beneficiari: è la prima cosa da leggere, prima ancora degli importi.

Quali spese si possono finanziare con un bando per l'avvio o lo sviluppo d'impresa?

Le voci ricorrenti sono l'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e arredi, l'hardware e il software gestionale, l'allestimento o la ristrutturazione dei locali, le spese di costituzione e le consulenze specialistiche, il sito web e le attività di promozione, in alcuni casi il personale assunto per il progetto e le scorte iniziali. Quasi tutti i bandi escludono invece l'acquisto di immobili e di veicoli non strumentali, i beni usati, l'IVA quando è recuperabile e le spese sostenute prima della data di presentazione della domanda. Quest'ultimo punto è il più costoso da sbagliare: una fattura datata prima dell'apertura dello sportello di solito non è rendicontabile, anche se riguarda una spesa perfettamente pertinente al progetto.

Come faccio a capire se la mia impresa rientra nei requisiti di un bando?

Tre filtri decidono quasi sempre l'ammissibilità. Il primo è la sede: conta l'unità locale in cui si realizza il progetto, non la residenza del titolare né, da sola, la sede legale. Il secondo è la dimensione d'impresa secondo la definizione europea (raccomandazione UE 2003/361): microimpresa sotto i 10 occupati, piccola sotto i 50, media sotto i 250, calcolando anche le imprese associate e collegate. Il terzo è il codice ATECO dell'attività, perché molti bandi ammettono solo determinati settori o ne escludono altri in modo esplicito. Se uno solo dei tre non torna, la domanda viene scartata in fase istruttoria, indipendentemente dalla qualità del progetto.

I bandi per startup sono riservati alle startup innovative?

No. «Startup innovativa» è una qualifica giuridica precisa, che richiede l'iscrizione in una sezione speciale del Registro delle imprese e il possesso di requisiti su spesa in ricerca e sviluppo, personale qualificato o titoli di proprietà industriale. Alcuni bandi si rivolgono soltanto a chi ha quella qualifica. La maggior parte delle misure per l'avvio d'impresa è però aperta a qualunque nuova impresa: un negozio, un laboratorio artigiano, uno studio professionale, un'attività di servizi. Prima di escludersi conviene verificare se il bando parla di «startup innovative» ai sensi della normativa dedicata oppure, più genericamente, di «nuove imprese» o di imprese costituite da meno di un certo numero di mesi: sono platee molto diverse.

Posso usare più bandi per lo stesso progetto?

Dipende dalle regole di cumulo, che ogni bando dichiara in un articolo apposito. Lo schema più diffuso consente di sommare agevolazioni diverse sullo stesso progetto se riguardano spese distinte, oppure sulla stessa spesa entro il limite massimo di intensità di aiuto fissato dalla normativa europea. Altri bandi vietano del tutto il cumulo con qualsiasi altro contributo pubblico sulle medesime spese. In pratica: è spesso possibile finanziare i macchinari con una misura e la consulenza con un'altra, mentre far coprire due volte la stessa fattura porta quasi sempre alla revoca del contributo. Il vincolo va verificato su entrambi i bandi, perché basta che uno dei due lo escluda.

Dati aggiornati al 2026-09-27. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.