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157 bandi aperti · 14 regioni

Bandi e incentivi per innovazione e ricerca

Se la tua impresa investe in ricerca, sviluppo sperimentale o innovazione di prodotto e di processo, esistono bandi pubblici che ne coprono una parte. Questa pagina raccoglie gli incentivi per innovazione e ricerca attualmente aperti in Italia: per ciascuno trovi l'ente che lo pubblica, a quali imprese si rivolge, quali costi ammette e il link al provvedimento ufficiale.

Possono partecipare, nella maggior parte dei casi, le imprese iscritte al Registro delle Imprese e attive, con sede legale o unità operativa nel territorio indicato dal bando. Alcune misure sono riservate alle PMI e alle startup innovative, altre si aprono anche alle grandi imprese o richiedono che il progetto sia svolto insieme a un organismo di ricerca. Le forme di sostegno più ricorrenti sono il contributo a fondo perduto, il finanziamento agevolato, la garanzia e il credito d'imposta, spesso combinate nello stesso provvedimento.

Per capire in fretta se un bando fa al caso tuo conviene controllare tre cose, in quest'ordine: il territorio ammesso, la dimensione d'impresa richiesta e l'elenco dei costi ammissibili, perché è lì che si concentra la gran parte delle esclusioni. Puoi partire dalla regione in cui hai l'unità operativa scegliendola nell'elenco qui sotto, oppure sfogliare direttamente le misure nazionali, valide su tutto il territorio.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

24 dei 157 bandi aperti

Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Quali imprese possono partecipare ai bandi per innovazione e ricerca?

Nella quasi totalità dei bandi per innovazione e ricerca serve essere un'impresa già iscritta al Registro delle Imprese e attiva, con sede legale o unità operativa nel territorio indicato dal bando, in regola con i contributi previdenziali (DURC) e non in stato di liquidazione o di procedura concorsuale. Da qui in poi i requisiti si differenziano: molte misure sono riservate alle PMI secondo la definizione europea, alcune solo alle startup e PMI innovative iscritte alla sezione speciale del Registro, altre si aprono anche alle grandi imprese o chiedono che il progetto sia svolto con un organismo di ricerca. I requisiti che contano davvero sono quelli scritti nel singolo provvedimento, e vanno letti prima di impostare il progetto, non dopo.

Che differenza c'è tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato?

Il contributo a fondo perduto è una somma che l'ente eroga e che l'impresa non deve restituire, di norma calcolata come percentuale delle spese ammesse e rendicontate. Il finanziamento agevolato è invece un prestito da restituire, ma a condizioni migliori di quelle di mercato: tasso ridotto o nullo, durata più lunga, spesso un periodo di preammortamento. Molti bandi per innovazione e ricerca combinano le due forme nello stesso intervento, e alcuni aggiungono una garanzia pubblica sul prestito oppure un credito d'imposta. La differenza pesa sul piano finanziario del progetto, perché solo la quota a fondo perduto non genera debito.

I bandi regionali e quelli nazionali sono cumulabili?

Dipende dal singolo bando, ma vale un principio generale: non è possibile farsi finanziare due volte la stessa spesa. Più agevolazioni possono coesistere sullo stesso progetto se coprono voci di costo diverse, oppure se la somma degli aiuti resta entro l'intensità massima consentita dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato o entro il massimale del regime de minimis. Ogni provvedimento contiene un articolo dedicato al cumulo che elenca le misure compatibili e quelle escluse: è quello il testo da leggere prima di presentare due domande sullo stesso investimento.

Quali spese sono ammesse in un bando di ricerca e sviluppo?

Le voci che ricorrono più spesso nei bandi di ricerca e sviluppo sono il costo del personale dedicato al progetto, l'ammortamento o il canone di strumenti e attrezzature per il periodo di utilizzo, i servizi di ricerca e le consulenze specialistiche acquistati all'esterno, i materiali e i componenti consumati nella sperimentazione, le spese per brevetti e altri diritti di proprietà industriale e una quota forfettaria di spese generali. Quasi sempre restano escluse le spese sostenute prima della presentazione della domanda e l'IVA quando è recuperabile. L'elenco vincolante è comunque quello del bando: due misure sulla stessa materia possono ammettere voci diverse.

Come faccio a sapere se un bando è ancora aperto?

Un bando è utilizzabile finché la finestra di presentazione delle domande è aperta e finché ci sono risorse disponibili, che non sono la stessa cosa. Nelle misure a graduatoria le domande si presentano entro una data di chiusura e vengono valutate e messe in ordine tutte insieme; in quelle a sportello contano l'ordine cronologico di arrivo e la capienza dello stanziamento, quindi lo sportello può chiudere in anticipo per esaurimento fondi. Altre misure restano aperte senza una scadenza dichiarata, fino a nuova comunicazione dell'ente. La verifica definitiva si fa sempre sulla pagina istituzionale del bando, dove l'ente pubblica proroghe, riaperture e sospensioni.

Serve essere una startup innovativa per accedere agli incentivi per l'innovazione?

No. La maggior parte dei bandi per innovazione e ricerca si rivolge alle imprese in generale, spesso con una preferenza per le PMI, e non chiede l'iscrizione alla sezione speciale delle startup innovative. Quell'iscrizione apre però l'accesso a un sottoinsieme di misure riservate e ad alcune agevolazioni fiscali e procedurali specifiche. Per un'impresa già consolidata la strada normale sono i bandi su ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione di processo, che guardano al contenuto del progetto più che allo status giuridico di chi lo presenta.

Dati aggiornati al 2026-09-27. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.