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102 bandi aperti · 9 regioni

Bandi e incentivi per la digitalizzazione delle imprese

Se la tua impresa vuole investire in software gestionali, e-commerce, cloud, cybersicurezza o formazione digitale del personale, quasi sempre esiste una misura pubblica che ne copre una parte. I destinatari tipici sono micro, piccole e medie imprese con partita IVA e iscrizione attiva al Registro delle Imprese. In questa pagina trovi soltanto i bandi per la digitalizzazione con i termini ancora aperti: importi, scadenze ed ente erogatore sono presi dal testo ufficiale di ciascuna misura, non stimati.

Le agevolazioni per la digitalizzazione arrivano da tre canali diversi, ed è utile saperlo prima di cercare: le misure nazionali gestite dai ministeri e da enti come Invitalia, i bandi delle Regioni finanziati dai programmi FESR, e i voucher delle Camere di Commercio. Cambiano requisiti, piattaforma di invio e spese ammissibili, ma la forma prevalente in questo tema resta il contributo a fondo perduto, affiancato da finanziamenti agevolati, garanzie e agevolazioni fiscali.

Per capire quali misure ti riguardano davvero, parti dalla regione in cui hai la sede legale o l'unità operativa: la localizzazione è il primo filtro che quasi tutti i bandi applicano, e spesso deve essere già soddisfatta al momento della domanda. Qui sotto trovi la ripartizione regionale dei bandi aperti; ogni scheda rimanda al link istituzionale della misura, così puoi verificare i requisiti alla fonte prima di preparare la domanda.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

24 dei 102 bandi aperti

Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Chi può partecipare ai bandi per la digitalizzazione?

I bandi per la digitalizzazione si rivolgono in genere a micro, piccole e medie imprese con partita IVA, iscritte e attive nel Registro delle Imprese e in regola con il DURC e con il diritto annuale camerale. Alcune misure allargano la platea ai liberi professionisti o alle grandi imprese, altre la restringono a determinati settori, dimensioni aziendali o territori. Poiché ogni bando definisce i propri beneficiari, il criterio pratico è leggere l'articolo sui soggetti ammissibili nel testo ufficiale della misura prima di investire tempo nella domanda.

Quali spese si possono finanziare con un bando per la digitalizzazione?

Nei bandi per la digitalizzazione rientrano tipicamente l'acquisto di software gestionali e licenze cloud, lo sviluppo di siti e piattaforme e-commerce, i servizi di cybersicurezza, l'hardware e i macchinari connessi, la consulenza specialistica e la formazione del personale sulle tecnologie digitali. Restano quasi sempre escluse le spese correnti di gestione, l'IVA e i costi sostenuti prima della presentazione della domanda. L'elenco delle spese ammissibili è vincolante e compare nel testo di ogni singolo bando: due misure sullo stesso tema possono ammettere voci di spesa diverse.

Che differenza c'è tra bandi nazionali, regionali e camerali per la digitalizzazione?

I bandi nazionali per la digitalizzazione sono gestiti da ministeri o da enti come Invitalia e valgono su tutto il territorio italiano. I bandi regionali sono finanziati dai programmi regionali FESR e sono riservati alle imprese con sede legale o unità operativa nella regione che li pubblica. I voucher delle Camere di Commercio sono di importo più contenuto e con istruttoria più rapida, e richiedono l'iscrizione alla Camera di Commercio competente per territorio. Cambiano ente erogatore, piattaforma di invio e tempi di risposta, quindi conviene valutare i tre canali separatamente invece di cercarne uno solo.

Si possono cumulare più incentivi per lo stesso progetto di digitalizzazione?

Il cumulo di più incentivi sullo stesso progetto di digitalizzazione dipende dal regime di aiuto applicato. Molte agevolazioni sono concesse in regime de minimis, che pone un tetto complessivo agli aiuti pubblici ricevuti dalla stessa impresa in un dato periodo, e diversi bandi vietano espressamente il cumulo sulle medesime spese ammissibili. In pratica è spesso possibile coprire voci di spesa diverse dello stesso progetto con misure diverse, mentre far finanziare due volte la stessa fattura è quasi sempre vietato. La regola applicabile è scritta nell'articolo sul cumulo di ciascun bando.

Come faccio a sapere se un bando per la digitalizzazione è ancora aperto?

Un bando è aperto quando lo sportello per la presentazione delle domande non ha ancora chiuso. Alcune misure hanno una data di scadenza fissa, altre restano aperte fino a esaurimento delle risorse stanziate e possono quindi chiudere in anticipo rispetto al termine pubblicato. Su Incentivato ogni scheda riporta le date di apertura e chiusura così come pubblicate dall'ente erogatore, e i bandi con termini scaduti non compaiono negli elenchi. Prima di presentare domanda conviene comunque aprire il link istituzionale della misura, perché è lì che l'ente pubblica eventuali proroghe, riaperture o sospensioni.

Serve un consulente per presentare domanda su un bando di digitalizzazione?

Non è obbligatorio: le domande si presentano in autonomia sulle piattaforme telematiche dell'ente erogatore, di norma con SPID o CNS del legale rappresentante e con firma digitale sugli allegati. Un commercialista o un consulente di finanza agevolata diventa utile quando il bando richiede un piano di investimento, un business plan o una rendicontazione articolata, oppure quando la selezione avviene a graduatoria e il punteggio dipende da come è scritto il progetto. Per i voucher più semplici, a sportello e con poche voci di spesa, molte imprese procedono da sole.

Dati aggiornati al 2026-09-27. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.