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Bandi e incentivi per la crisi d'impresa

Se la tua impresa sta attraversando un calo di fatturato, una tensione di liquidità o una vera e propria procedura di risanamento, esistono bandi pubblici pensati per questa situazione. Riguardano micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori — artigianato, commercio, ristorazione, turismo, manifattura, servizi — e vengono pubblicati da Regioni, Province autonome, Comuni, confidi e ministeri. Qui sotto trovi quelli attualmente aperti, con l'ente che li eroga, i requisiti e il link al testo ufficiale.

Il sostegno non arriva in una sola forma. Alcune misure erogano un contributo a fondo perduto sulle spese di gestione o su un piano di rilancio; altre intervengono con garanzie pubbliche o dei confidi per sbloccare credito bancario che l'impresa da sola non otterrebbe; altre ancora mettono a disposizione prestiti agevolati, ingressi temporanei nel capitale, agevolazioni fiscali o incentivi legati al mantenimento dei posti di lavoro. Capire in quale di queste categorie rientra il tuo problema è il modo più rapido per scartare i bandi che non fanno al caso tuo.

Un'avvertenza che conviene leggere prima di candidarsi: molti bandi ordinari escludono espressamente le cosiddette «imprese in difficoltà» secondo la definizione europea sugli aiuti di Stato, mentre le misure raccolte in questa pagina sono in tutto o in parte dedicate a imprese in crisi, in ristrutturazione o colpite da eventi esterni. Prima di preparare la domanda verifica sempre sul testo ufficiale quale delle due logiche si applica. Sotto trovi le pagine regionali, perché la maggior parte di queste misure è aperta solo alle imprese con sede o unità operativa in un territorio preciso.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

24 dei 42 bandi aperti

Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Un'impresa in crisi può accedere ai contributi pubblici?

Sì, ma dipende dal bando. Molte misure ordinarie di incentivazione escludono le cosiddette «imprese in difficoltà», una nozione definita dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato (Regolamento UE n. 651/2014, articolo 2) che guarda a parametri come la perdita di oltre metà del capitale sociale o l'apertura di una procedura concorsuale. Esistono però strumenti costruiti apposta per queste imprese — fondi di salvaguardia, misure per il rilancio dopo una ristrutturazione del debito, garanzie dedicate, ristori per cali di attività — che non applicano quell'esclusione o la applicano in forma attenuata. La verifica va fatta caso per caso sul testo del singolo bando, di solito nell'articolo dedicato ai soggetti beneficiari.

Che differenza c'è tra la composizione negoziata e un bando per la crisi d'impresa?

Sono due cose distinte che spesso si incontrano. La composizione negoziata è una procedura prevista dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza: l'imprenditore chiede, tramite la piattaforma telematica delle Camere di commercio, la nomina di un esperto indipendente che lo affianchi nelle trattative con banche e creditori. Non eroga denaro. Un bando è invece una misura di finanza agevolata che mette a disposizione risorse: contributi, garanzie, prestiti. Il collegamento è che diverse Regioni riservano i propri contributi per il rilancio proprio alle imprese che hanno concluso positivamente una composizione negoziata o che hanno un accordo di ristrutturazione omologato, usando la procedura come prova che il risanamento è credibile.

Quali tipi di aiuto esistono per un'azienda in difficoltà?

Nella pratica se ne incontrano sei famiglie. Il contributo a fondo perduto copre una quota di spese sostenute o programmate e non va restituito. Gli interventi a garanzia — regionali o tramite confidi — non danno liquidità diretta ma coprono parte del rischio della banca, rendendo finanziabile un'impresa che da sola non otterrebbe credito. Il prestito o anticipo rimborsabile offre denaro a tasso agevolato, spesso con preammortamento. L'intervento in capitale di rischio prevede l'ingresso temporaneo di un soggetto pubblico nel capitale sociale. Le agevolazioni fiscali riducono imposte come l'IRAP. Infine ci sono gli incentivi legati al lavoro, collegati al mantenimento dell'occupazione, ai contratti di solidarietà o all'assunzione di personale proveniente da aziende in crisi.

Un'impresa con dipendenti in cassa integrazione può ottenere agevolazioni?

Sì. Una parte delle misure per la crisi d'impresa non finanzia investimenti ma la tenuta occupazionale: esistono bandi che riconoscono contributi alle imprese che stipulano contratti di solidarietà anziché licenziare, incentivi per la conservazione dei posti di lavoro, aiuti a chi assume lavoratori provenienti da aziende in crisi o in cassa integrazione, e voucher per la formazione continua del personale coinvolto in processi di riorganizzazione. Sono misure gestite in genere da Regioni e Province autonome, spesso su risorse del Fondo sociale europeo, e hanno requisiti e finestre di presentazione autonomi rispetto agli ammortizzatori sociali gestiti dall'INPS.

Come si trovano i bandi per imprese in crisi della propria regione?

La quasi totalità di queste misure è territoriale: richiede una sede legale o un'unità operativa nella regione che pubblica il bando, e in alcuni casi in un singolo comune o in un'area di crisi industriale riconosciuta. Conviene quindi partire dalla propria regione e non da una ricerca nazionale, perché i bandi statali dedicati alla crisi sono pochi rispetto a quelli regionali, provinciali e comunali. Su Incentivato ogni regione ha una pagina dedicata che elenca le misure aperte in quel territorio, con l'ente erogatore, la forma dell'agevolazione e il link al testo ufficiale, costruita sulla banca dati pubblica degli incentivi.

Serve un consulente per presentare la domanda?

Non è obbligatorio: le domande si presentano quasi sempre in autonomia sul portale telematico dell'ente, con SPID o CNS e firma digitale del legale rappresentante. Diventa però utile affidarsi al proprio commercialista o a un consulente in due situazioni. La prima è quando il bando richiede documenti economico-finanziari strutturati, come un piano di risanamento, una relazione sulla continuità aziendale o una situazione contabile aggiornata. La seconda è quando bisogna dimostrare di non rientrare — o di rientrare legittimamente — nella definizione europea di impresa in difficoltà: è una valutazione che si basa sui dati di bilancio e che, se sbagliata, comporta l'esclusione o la revoca del contributo.

Dati aggiornati al 2026-09-27. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.