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100 bandi aperti · 4 regioni

Bandi e incentivi per l'inclusione sociale

I bandi per l'inclusione sociale finanziano le imprese e le cooperative che assumono o inseriscono al lavoro persone con disabilità, iscritte al collocamento mirato o in condizione di svantaggio. Possono accedervi imprese di qualsiasi dimensione, dalla microimpresa alla grande impresa, insieme alle cooperative sociali e agli enti del terzo settore che svolgono attività economica. Nella maggior parte dei casi il sostegno arriva sotto forma di contributo a fondo perduto, quindi non deve essere restituito.

Oltre al contributo diretto sull'assunzione, le misure aperte coprono voci come l'adattamento della postazione di lavoro, il tutoraggio e l'affiancamento, i tirocini di inserimento, la formazione del personale e i servizi di consulenza. Accanto ai contributi esistono agevolazioni fiscali, riduzioni dei contributi previdenziali, garanzie sul credito e strumenti di capitalizzazione pensati per la cooperazione sociale.

Quasi tutte queste misure sono gestite su base regionale o provinciale: la stessa impresa trova opportunità diverse a seconda di dove ha la sede legale o l'unità operativa. Conviene quindi partire dalla propria regione e verificare bando per bando i requisiti, le spese ammesse e la finestra di presentazione, perché diverse misure funzionano a sportello e restano aperte fino a esaurimento delle risorse.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

24 dei 100 bandi aperti

Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Chi può richiedere i bandi per l'inclusione sociale?

I bandi per l'inclusione sociale si rivolgono principalmente ai datori di lavoro: imprese private di qualsiasi dimensione, dalla microimpresa alla grande impresa, che assumono o inseriscono persone con disabilità o lavoratori in condizione di svantaggio. Sono ammesse anche le cooperative sociali e, in diverse misure, gli enti del terzo settore che svolgono attività economica. Il requisito territoriale più ricorrente è avere sede legale o unità operativa nella regione che pubblica il bando.

Quali incentivi esistono per assumere una persona con disabilità?

Per l'assunzione di una persona con disabilità le regioni e le province autonome mettono a disposizione contributi che coprono una parte del costo del lavoro, insieme a rimborsi per l'adattamento della postazione, per i tirocini di inserimento, per il tutoraggio e per la formazione. Molte di queste misure sono collegate al collocamento mirato e vengono gestite dai servizi provinciali per il lavoro. L'importo, la durata e il tipo di contratto ammesso cambiano da una misura all'altra e vanno letti nel testo ufficiale del singolo bando.

I contributi per l'inclusione sociale sono a fondo perduto?

Nella grande maggioranza dei casi sì: la forma di agevolazione più diffusa in questo ambito è il contributo a fondo perduto, che non deve essere restituito se il progetto viene realizzato e rendicontato secondo le regole del bando. Esistono però anche altre forme di sostegno: agevolazioni fiscali, riduzioni dei contributi previdenziali, garanzie sul credito, prestiti e anticipi rimborsabili e interventi in capitale di rischio. La forma applicata è sempre indicata nella scheda della singola misura.

Quali agevolazioni hanno le cooperative sociali?

Le cooperative sociali accedono sia alle misure generali per le imprese sia a linee dedicate alla cooperazione: contributi per la capitalizzazione e per gli investimenti, sostegni al canone di locazione, contributi per la formazione e la consulenza e incentivi per l'assunzione di personale altamente qualificato. Le cooperative di tipo B, che nascono per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, trovano inoltre corsie dedicate nei bandi sull'occupazione e beneficiano di riduzioni della contribuzione previdenziale sulle retribuzioni dei lavoratori svantaggiati.

Serve essere un ente del terzo settore per accedere a questi bandi?

No. La maggior parte delle misure classificate come inclusione sociale si rivolge a imprese ordinarie che assumono persone con disabilità o svantaggiate, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore di attività. L'iscrizione al RUNTS o lo status di ente del terzo settore è richiesto solo da alcune linee specifiche, tipicamente quelle che finanziano progetti di utilità sociale o che riconoscono agevolazioni fiscali riservate agli ETS. Quando il requisito c'è, è sempre esplicitato tra i beneficiari ammessi del bando.

Come si trovano i bandi per l'inclusione sociale aperti nella propria regione?

Le misure per l'inclusione sociale sono pubblicate da soggetti diversi, tra cui regioni, province autonome, province, comuni, camere di commercio e agenzie regionali per il lavoro, e non esiste un'unica pagina istituzionale che le raccolga tutte. Il modo più rapido è partire dalla propria regione e filtrare per finalità, verificando poi su ciascuna scheda i beneficiari ammessi, le spese finanziabili e la finestra di presentazione. Molte misure operano a sportello, quindi restano aperte finché le risorse non si esauriscono: conviene ricontrollarle con regolarità.

Dati aggiornati al 2026-09-26. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.