Incentivato › Bandi per tema › Imprenditoria femminile

57 bandi aperti · 3 regioni

Bandi per l'imprenditoria femminile aperti in Italia

Se la tua impresa è a prevalenza femminile, o stai per avviarne una, esistono bandi dedicati che coprono una parte dell'investimento di avvio o di crescita. In questa pagina trovi i bandi per l'imprenditoria femminile attualmente aperti in Italia: per ciascuno riportiamo l'ente che lo pubblica, il territorio in cui vale, le spese che ammette e il collegamento all'avviso ufficiale, così puoi capire in pochi minuti se ti riguarda.

Chi rientra. La definizione di impresa femminile cambia da avviso ad avviso, ma lo schema più diffuso guarda a chi possiede e a chi amministra: titolarità femminile per le ditte individuali, presenza prevalente di donne fra socie, quote e organo amministrativo per società e cooperative. Molti avvisi si aprono anche alle libere professioniste con partita IVA e alle imprese ancora da costituire, purché l'iscrizione avvenga nei termini indicati dal bando. Il testo dell'avviso, e non la regola generale, resta sempre l'unico riferimento valido.

Come verificare. Parti dal territorio: buona parte delle misure è regionale e il primo filtro è la sede operativa dell'impresa, non la residenza dell'imprenditrice. Apri la scheda della tua regione qui sotto per vedere solo i bandi che valgono lì, poi leggi l'avviso ufficiale e l'allegato con i requisiti soggettivi prima di preparare la domanda. Le misure nazionali si possono affiancare a quelle locali soltanto entro i limiti di cumulo che ogni bando dichiara.

Bandi regionali per regione

Il numero indica le misure con ambito territoriale in quella regione. Le misure nazionali, valide ovunque, sono elencate qui sopra e non sono conteggiate qui. Compaiono solo le regioni con almeno cinque misure proprie: sotto quella soglia una pagina regionale direbbe le stesse cose di tutte le altre.

24 dei 57 bandi aperti

Le misure restanti sono elencate nelle pagine regionali qui sopra, oppure nel catalogo completo.

Domande frequenti

Cosa si intende per impresa femminile?

Si parla di impresa femminile quando la proprietà e il controllo sono in prevalenza in mano a donne. Nella pratica dei bandi italiani lo schema più ricorrente è questo: la ditta individuale è femminile se la titolare è una donna; le società di persone e le cooperative se la maggioranza delle socie è femminile; le società di capitali se sono femminili sia la maggioranza delle quote sia la maggioranza dell'organo amministrativo. Le soglie esatte e il momento in cui devono essere rispettate variano però da un avviso all'altro, per cui il requisito va sempre letto nell'allegato del bando a cui si vuole partecipare.

Quali tipi di agevolazione esistono per l'imprenditoria femminile?

Le misure dedicate all'imprenditoria femminile si presentano in poche forme ricorrenti: il contributo a fondo perduto, che copre una quota della spesa e non va restituito; il finanziamento agevolato o a tasso zero, da restituire ma a condizioni migliori di quelle di mercato; la garanzia pubblica sul credito, che serve a ottenere un prestito bancario senza garanzie personali; il voucher o il servizio gratuito, per esempio tutoraggio e consulenza. Molti bandi combinano due forme nello stesso intervento. L'importo e la percentuale di copertura dipendono dal singolo avviso e non da una regola valida per tutti.

Posso partecipare a un bando se l'impresa non è ancora aperta?

Spesso sì. Una parte consistente dei bandi per l'imprenditoria femminile è pensata proprio per l'avvio e ammette le imprese costituende, cioè non ancora iscritte al Registro delle imprese al momento della domanda, con l'obbligo di completare la costituzione entro un termine indicato nell'avviso e comunque prima dell'erogazione. Altri bandi, quelli orientati allo sviluppo, richiedono invece un'impresa già attiva da un periodo minimo. La distinzione è sempre dichiarata nella sezione dei soggetti beneficiari, quindi va verificata prima di sostenere qualsiasi spesa: in molti avvisi le spese avviate prima della domanda non sono ammissibili.

I bandi per l'imprenditoria femminile sono nazionali o regionali?

Esistono entrambi e si possono guardare in parallelo. Le misure nazionali sono gestite da ministeri e da enti come Invitalia e valgono su tutto il territorio, a volte con condizioni più favorevoli per alcune aree del Paese. Le misure regionali sono pubblicate dalle Regioni, dalle loro società finanziarie e dalle Camere di commercio e valgono solo per le imprese con sede operativa in quel territorio. Chi cerca un contributo ha di norma più possibilità sui bandi regionali, che hanno platee più ristrette e finestre di apertura più frequenti, mentre i bandi nazionali mettono a disposizione dotazioni più ampie.

Le libere professioniste possono accedere ai bandi per l'imprenditoria femminile?

In molti casi sì. Diversi avvisi equiparano esplicitamente le libere professioniste titolari di partita IVA alle imprese femminili, talvolta con una dotazione riservata e con massimali di contributo diversi da quelli previsti per le società. Non è però un'apertura automatica: altri bandi richiedono l'iscrizione al Registro delle imprese e in questo modo escludono chi esercita soltanto come professionista. La verifica si fa nella sezione dei soggetti beneficiari dell'avviso, dove la categoria delle professioniste, quando è ammessa, viene nominata in modo esplicito.

Come si presenta la domanda per un bando dedicato alle imprese femminili?

La domanda si presenta quasi sempre online, sullo sportello telematico dell'ente che pubblica il bando, con identità digitale SPID o CNS e firma digitale della legale rappresentante. Servono di norma la visura camerale o i dati dell'impresa costituenda, il piano delle spese previste, i preventivi dei fornitori e le dichiarazioni sui requisiti soggettivi e sugli aiuti di Stato già ricevuti. Le finestre di presentazione possono essere a sportello, con domande valutate in ordine cronologico fino a esaurimento dei fondi, oppure a graduatoria, con valutazione di merito del progetto: è una differenza che cambia del tutto la strategia di preparazione ed è sempre indicata nell'avviso.

Dati aggiornati al 2026-09-14. Fonte: banca dati incentivi.gov.it (MIMIT), Regioni e Camere di Commercio. Importi, scadenze e requisiti sono riportati come pubblicati dall'ente concedente: fa fede il testo ufficiale della misura.