Cos'è
L’azione intende rispondere alla finalità di rafforzare le attività di ricerca e sviluppo delle imprese del territorio regionale mediante contributi condizionati all’assunzione di persone con titolo di dottorato di ricerca o che hanno svolto esperienze di ricerca (ricercatori a tempo determinato, assegnisti di ricerca, contrattisti di ricerca), presso atenei con sede nel territorio regionale. La misura consiste nella sperimentazione di uno strumento per la lotta al brain drain (emigrazione dei cervelli all’estero), in particolare di dottori di ricerca (Ph D) degli atenei con sede in Emilia-Romagna e di personale che ha operato presso gli stessi atenei mediante contratti di ricerca di diverse tipologie (Ricercatori a tempo determinato, assegnisti e contrattisti di ricerca). Il presente bando è quindi volto a migliorare il collegamento strategico e operativo tra il mondo della ricerca e quello delle imprese presenti nel contesto regionale, attraverso il sostegno a progetti di ricerca e sviluppo condizionati all’inserimento occupazionale delle figure appena descritte. Tale inserimento dovrà avvenire in coerenza con le competenze tecniche, professionali, progettuali e manageriali acquisite dal Ph D o dal ricercatore coinvolto durante il percorso accademico. Il sostegno a progetti di ricerca e sviluppo presso le imprese sarà quindi uno strumento utile, da un lato, a promuovere la competitività delle imprese e, dall’altro lato, a favorire l’inserimento lavorativo dei dottori di ricerca o del personale di ricerca prima citato al di fuori del mondo accademico. L’Avviso contribuisce a dare attuazione alla legge regionale n. 2 del 21 febbraio 2023 "Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti ad elevata specializzazione in Emilia-Romagna" in quanto esso è volto a valorizzare l’esperienza delle figure professionali prima descritte e a favorire così la loro permanenza nel territorio regionale, attraverso l’inserimento in imprese dell’Emilia-Romagna.
A chi si rivolge
Il bando è rivolto alle imprese.
Cosa prevede
Contributo massimo concedibile 300.000 euro Sono finanziabili progetti che prevedono le seguenti attività:- Ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti, compresi prodotti, processi o servizi digitali in qualsiasi ambito, tecnologia, industria o settore (tra cui industrie e tecnologie digitali, quali il supercalcolo, le tecnologie quantistiche, le tecnologie a catena di blocchi (blockchain), l'intelligenza artificiale, la cibersicurezza, i big data e le tecnologie cloud). La ricerca industriale comprende la creazione di componenti di sistemi complessi e può includere la costruzione di prototipi in un ambiente di laboratorio o in un ambiente dotato di interfacce di simulazione verso sistemi esistenti e la realizzazione di linee pilota, se ciò è necessario ai fini della ricerca industriale, in particolare ai fini della convalida di tecnologie generiche;- Sviluppo sperimentale: l'acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l'utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, compresi i prodotti, processi o servizi digitali, in qualsiasi ambito, tecnologia, industria o settore (tra cui industrie e tecnologie digitali, quali il supercalcolo, le tecnologie quantistiche, le tecnologie a catena di blocchi (blockchain), l'intelligenza artificiale, la cibersicurezza, i big data e le tecnologie cloud o di punta). Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi o servizi. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, effettuate in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali laddove l'obiettivo primario è l'apporto di ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi. Lo sviluppo sperimentale può quindi comprendere lo sviluppo di un prototipo o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali che è necessariamente il prodotto commerciale finale e il cui costo di fabbricazione è troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. Lo sviluppo sperimentale non comprende tuttavia le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione e servizi esistenti e ad altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.